Modificati la nozione di bene immobile e il periodo di rettifica dell’IVA acquisti

L’orientamento dell’amministrazione finanziaria con riferimento al rettifica dell’IVA acquisti è oggetto di notevoli critiche.

Significativo per la rettifica dell’IVA sugli acquisti (come quella fatta valere nella costruzione di edifici) è rilevante la modalità di utilizzo del bene. Pertanto, ciò che conta è se il bene è connesso ad un’attività imponibile o non imponibile al momento della prestazione.

Rimborso degli importi IVA acquisti

A determinate condizioni, una successiva modifica della modalità d’uso di un bene può portare a una rettifica (correzione) della IVA acquisti detratta e con la conseguenza di un rimborso degli importi IVA acquisti all’amministrazione finanziaria entro i termini previsti dalla legge.
La rettifica dell’IVA acquisti detratta avviene:
  • nel caso di beni strumentali (mobili) nei quattro anni successivi al primo anno di utilizzo;
  • nel caso di beni immobili (costruzione di un edificio) nei 19 anni successivi (“rettifica di un ventesimo”) al primo anno di utilizzo;
  • con detrazione pari a 1/5 (per i beni strumentali mobili) o a 1/20 (beni immobili) della detrazione totale dell’IVA acquisti per ogni anno riferibile alla modifica.
Se il bene è venduto o prelevato, bisogna procedere alla rettifica dell’IVA acquisti per tutti i quinti e ventesimi ancora aperti al momento della modifica di utilizzo.

Nozione di bene immobile modificato a partire dell’1.1.2017

Il periodo di rettifica dell’IVA acquisti a più lungo termine di 19 anni si applica a tutti i beni strumentali che corrispondono alla nozione ai fini IVA di bene immobile. Esso è stato modificato con effetto dall’1.1.2017 e comprende in particolare anche impianti aziendali fissi (come per esempio un impianto fisso di turbine a vento o di un silo) che finora non sono stati contemplati nella nozione IVA di bene immobile.

Periodo di rettifica dell’IVA acquisti di 19 anni

A tale riguardo l’amministrazione finanziaria ritiene che il periodo di rettifica dell’IVA acquisti previsto per beni immobili con più lungo termine di 19 anni a partire dal 2017 è valido anche per beni usati per la prima volta anteriormente al 2017, che erano soggetti a un termine di rettifica dell’IVA acquisti di 4 anni dopo il primo uso (perché in base al precedente orientamento giuridico questi beni non rientravano nella definizione di bene immobile). Secondo tale orientamento i quinti non ancora scaduti in riguardo alla rettifica dell’IVA acquisti sono da ripartire sul periodo che risulta dalla differenza tra i 20 anni e i periodi di rettifica dell’IVA acquisti già terminati.

Esempio
Un silo è stato usato per quattro anni fino al 31.12.2016 per ottenere operazioni IVA imponibili. A partire dal 2017 il silo è usato per ottenere operazioni IVA non imponibili. Secondo l’amministrazione finanziaria il quinto non ancora scaduto dovrebbe essere ripartito su 16 anni (differenza: 20-4).
Se il periodo iniziale di 5 anni è già terminato non vi è alcuna rettifica. Ciò significa che i beni aziendali cominciati ad usare prima del 2013 non rientrano in questa categoria.

Questo orientamento dell’amministrazione finanziaria è fortemente criticato. Resta da vedere se essa supera il vaglio degli organi giurisdizionali supremi.


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compilato il 5.2.2018
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